Green Consulting, home

Digital Marketing · GEO

Generative engine optimization per farti citare nelle risposte dell’AI

Una parte delle ricerche di viaggio non finisce più su una pagina di risultati. Finisce dentro una risposta già scritta, che cita due o tre fonti e chiude il discorso. La GEO, generative engine optimization, è il lavoro che serve a essere una di quelle fonti. Nessuno può prometterti la presenza, perché quei sistemi non li controlla nessuno. Si può lavorare per meritarla.

Quando la risposta sostituisce l’elenco

Fino a ieri una ricerca produceva un elenco di link, e la scelta restava a chi cercava. Oggi produce sempre più spesso un testo già scritto, con due o tre fonti citate a lato. Chi viene nominato lì dentro entra nella conversazione. Chi non c’è non è secondo o terzo. Per quella domanda non esiste.
I sistemi che contano sono quattro, cioè ChatGPT, Perplexity e, in casa Google, le risposte generative sopra i risultati (AI Overviews) e Gemini. Nessuno pubblica le proprie regole, ma il comportamento osservabile va tutto nella stessa direzione. Viene usata l’informazione verificabile, ripetuta in modo coerente altrove e scritta in una forma che si può estrarre senza doverla interpretare.
Nel turismo arriva prima che altrove, perché le domande di viaggio sono quelle a cui un assistente risponde volentieri. Dove dormire in una zona, cosa fare con la pioggia, quanto ci vuole dall’aeroporto. Sono domande aperte, senza un risultato ufficiale, dove il consiglio si costruisce con quello che si trova in giro.
Il lavoro si divide in tre parti. Strutturare i contenuti perché siano citabili, costruire le fonti che questi sistemi leggono, e misurare se il tuo nome compare nelle risposte alle domande che contano per te, a confronto con i concorrenti.

I sistemi su cui si misura la visibilità

Li nominiamo perché sono i sistemi su cui la visibilità si misura, non perché esista un accordo, una partnership o una certificazione. Sono prodotti di aziende terze e nessuno dà garanzie a chi ottimizza.

ChatGPT

L’assistente entrato per primo negli usi quotidiani, e quello dove le domande di viaggio arrivano già in forma di conversazione. Quando cerca in rete mostra le fonti che usa, quindi è il posto in cui si vede meglio con quale pagina vieni nominato, o al posto di chi.

Risposte generative di Google (AI Overviews)

Il blocco di risposta che Google costruisce sopra i risultati. Nessuno lo sceglie, perché sta dentro il motore che le persone usano già, spesso senza che se ne accorgano, e decide se una ricerca arriva al tuo sito o si ferma prima.

Perplexity

Nato come motore di risposta, tiene le fonti in evidenza e numerate. Il pubblico è più piccolo, ma è il sistema più leggibile per capire quali pagine risultano attendibili su un argomento.

Gemini

L’assistente di Google, dentro strumenti che molte persone aprono già ogni giorno. Attinge all’indice di Google, quindi risente di quanto sono chiare e coerenti le informazioni che circolano su di te.

E gli altri assistenti

Claude e Copilot completano il quadro, con lo stesso meccanismo. Chi è citabile per i primi quattro tende a esserlo anche qui, quindi non serve un lavoro separato per ciascuno.

Che cosa si può garantire e che cosa non promette nessuno

A destra c’è lavoro che qualcuno può prendersi in carico. A sinistra sistemi che decidono da soli e cambiano senza avvisare.

AspettoQuello che non può garantire nessunoQuello che invece si può garantire
Sui contenutiChe un sistema scelga proprio quelle pagine, perché i criteri di selezione non sono pubblici.Pagine che rispondono a una domanda per intero, con fatti espliciti e verificabili.
Sulle fontiChe una fonte esterna accetti di correggere quello che ha scritto su di te.Dati, nomi e numeri coerenti su tutte le pagine che parlano di te, dentro e fuori dal sito.
Sulla misuraChe due interrogazioni identiche diano lo stesso testo, perché le risposte variano e il dato si legge come tendenza.Un rilevamento ripetuto nel tempo su un elenco di domande deciso con te, concorrenti compresi.
Sui tempiUna data entro cui comparire, perché dipende da quando le fonti vengono rilette e non lo decide il fornitore.Un calendario di interventi e una verifica a scadenze fisse.
Sul risultatoUna percentuale di citazioni o una presenza garantita, perché chi la promette non può mantenerla.Un resoconto di che cosa è cambiato, che cosa non si è mosso e che cosa viene dopo.

Le cinque fasi di un progetto GEO

Valgono anche per il progetto che hai già in corso con un altro fornitore. L’ordine non è casuale, perché la seconda fase e la quinta servono a misurare, e senza un punto di partenza registrato non sai dire se qualcosa si è mosso.

  1. 01

    L’elenco delle domande che contano

    Non si lavora su una parola chiave, ma su domande intere, cioè quelle che un ospite porrebbe davvero a un assistente prima di prenotare, nelle lingue dei tuoi mercati. Vanno scritte con chi la struttura la conosce, perché nessun elenco generico contiene la domanda sul parcheggio del pullman o sulla spiaggia raggiungibile a piedi. Di solito sono fra trenta e cento.

  2. 02

    Il rilevamento di partenza

    Quelle domande le poniamo ai sistemi una per una, registrando chi viene citato, con quale pagina e quante volte. Ne esce una fotografia scomoda e utile, perché quasi sempre il nome che compare non è il tuo, ma quello di un portale o di un concorrente.

  3. 03

    Contenuti che si possono citare

    Le pagine che devono rispondere le scriviamo, o le riscriviamo, con una regola sola, cioè una domanda per pagina, la risposta nelle prime righe, i fatti con numeri, date e nomi per esteso. La forma conta prima della quantità, e un testo lungo senza una frase che si possa estrarre non lo usa nessuno. Il tuo sito ne è probabilmente pieno.

  4. 04

    Le fonti che questi sistemi leggono

    Un assistente non legge solo il tuo sito. Mette insieme quello che trova ripetuto su pagine che non sono tue. Se il numero di camere, l’indirizzo o il nome della località non coincidono da una fonte all’altra, quel fatto resta inutilizzato e viene nominato chi ne ha una versione sola. Qui il lavoro è l’inventario di dove si parla di te e l’allineamento dei dati che non tornano. La costruzione dell’autorevolezza e dei link è un altro mestiere e sta nella pagina sulla SEO.

  5. 05

    Misura ricorrente e correzione

    Il rilevamento va ripetuto a intervalli fissi e confrontato con il punto di partenza e con i concorrenti. Un report serio dice su quali domande compari, con quale fonte e che cosa è cambiato dalla volta prima. Non ti promette una posizione, perché nelle risposte generative la posizione non esiste. Da lì decidi dove intervenire, tre o quattro domande alla volta.

Che cosa rende un contenuto citabile

I controlli che facciamo pagina per pagina. Non è una novità tecnica, è disciplina di scrittura, ed è il motivo per cui una pagina viene usata e quella accanto no.

  • La risposta sta nelle prime tre righe, prima di qualsiasi premessa.
  • Ogni affermazione regge da sola, letta fuori dalla pagina, senza «qui da noi» e senza «come dicevamo sopra».
  • I numeri sono espliciti, con l’unità accanto, che si tratti di distanze, tempi di percorrenza, capienze o prezzi minimi.
  • Le date sono scritte per intero e non lasciate a un generico «quest’anno».
  • I nomi propri sono per esteso e sempre uguali, dalla struttura alla località alla provincia, senza abbreviazioni diverse.
  • Il testo che conta è nel corpo della pagina, non dentro un’immagine o un PDF da scaricare.
  • Italiano e inglese dicono la stessa cosa, numeri compresi, perché due versioni che si contraddicono valgono meno di una.
  • Chi firma la pagina e quando è stata aggiornata sono dichiarati entrambi. Un dato vecchio vale meno di uno fresco.

Domande frequenti

GEO sta per generative engine optimization, il lavoro che serve a farsi usare come fonte dai sistemi che rispondono con un testo invece che con un elenco di link, cioè ChatGPT, le risposte generative di Google, Perplexity e Gemini. Sono tre attività, ossia scrivere contenuti che si possono citare, tenere coerenti le fonti che parlano di te, misurare che cosa dicono quei sistemi nel tuo settore.

No, e diffida di chi lo garantisce. Quei sistemi scelgono le fonti con criteri che non pubblicano e cambiano senza preavviso, quindi nessuno può decidere che cosa scriveranno. Garantiamo il lavoro sui contenuti e sulle fonti, un rilevamento periodico che dice dove sei e dove sono i concorrenti, e la trasparenza su che cosa si è mosso.

Si parte da un elenco di domande di settore concordato con te. Vengono poste agli assistenti a intervalli regolari e per ogni risposta si registra chi è citato, con quale fonte e quante volte. Ne esce una frequenza, confrontabile con i concorrenti e con il rilevamento precedente. Non esiste una classifica pubblica da consultare. Questo è l’unico modo onesto di dare un numero a questo canale.

No. Non abbiamo accordi, canali privilegiati o certificazioni con le aziende che sviluppano questi assistenti, e per la GEO non ne esistono. Li nominiamo perché sono i sistemi su cui si misura la visibilità di un brand, come si nomina un motore di ricerca. Chi promette un inserimento a pagamento dentro le risposte di un assistente descrive una cosa che non esiste.

Non diamo una data, perché dipende da quando quei sistemi rileggono le fonti, e non lo decide chi scrive. Il rilevamento di partenza si ha subito, le prime pagine riscritte entrano in poche settimane, poi ogni misurazione si confronta con la precedente. Se dopo alcuni cicli il dato non si muove, cambiamo approccio.

No, si affianca. Sono due mestieri con misure diverse, perché uno guarda posizioni e clic e l’altro le citazioni dentro un testo generato. Le fonti che gli assistenti leggono sono spesso le stesse pagine che devono posizionarsi, quindi i due lavori stanno sullo stesso piano editoriale. Il posizionamento sui motori lo trattiamo nella pagina dedicata alla SEO per hotel e turismo.

Parliamo del tuo progetto

Richiedi un preventivo per realizzare il tuo progetto, acquisire più contatti e fidelizzare i clienti.