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Ecommerce per cantine, frantoi e produttori del territorio

Vendere un prodotto online è un mestiere diverso dal vendere una notte, perché c’è un magazzino che finisce, una scatola che parte e qualcuno che aspetta il corriere. Seguiamo sei aziende enogastronomiche e per una abbiamo costruito il negozio online. Qui raccontiamo come lavoriamo, non un portafoglio che non abbiamo.

Da dove arriviamo, e perché l’ecommerce viene da lì

In portafoglio abbiamo sei aziende, cioè due cantine, fra Umbria e Marche, un frantoio a Perugia, un pastificio marchigiano, un salumificio abruzzese, un’azienda agroalimentare umbra con bottega e ristorante. Per alcune il sito, per altre le campagne, per un paio entrambe le cose. Sono le aziende per cui vendere online ha più senso, perché hanno un prodotto che si spedisce, un margine che regge il corriere e una storia che vale più di una scheda tecnica.
L’ecommerce, per noi, è un comparto in apertura. Di negozi online ne abbiamo costruito uno, il sito e lo shop del Salumificio Cantò, a Rosciano, in provincia di Pescara. Uno, non venti. Lo scriviamo qui perché chi vende online se ne accorgerebbe comunque in dieci minuti.
Quello che portiamo non è un elenco di casi, è il mestiere intorno al negozio. Dal 1998 costruiamo siti e gestiamo campagne, da anni anche per chi produce cibo e vino.

Cosa cambia quando quello che vendi si spedisce

Chi arriva dall’ospitalità dà per scontate cose che qui non valgono. Sono queste cinque a decidere se il negozio funziona o diventa un lavoro in più.

Il prodotto ha un peso e un formato

Formato, confezione, annata, la cassetta regalo. Ogni variante ha un prezzo suo, un peso reale e un modo di stare in una scatola. Da lì dipende quanto costa mandarla.

La disponibilità finisce davvero

Un’annata si esaurisce, una stagionatura non è pronta, quest’anno quel miele non c’è. Il sito legge le scorte vere e chiude la vendita prima che qualcuno paghi qualcosa che non parte.

La scatola deve arrivare intera

Vetro, olio, prodotti freschi, agosto. Imballo, corriere e temperatura decidono il costo di spedizione, che è la ragione più comune di un carrello abbandonato, e decidono anche cosa trova il cliente quando apre.

Dopo l’ordine comincia il lavoro

Conferma, tracking, il messaggio di chi non ha ricevuto niente, il reso. Vanno decisi prima dell’apertura e assegnati a una persona, perché se restano scoperti tornano indietro come recensioni.

Il tuo prodotto ha regole sue

Alcol, alimenti freschi, etichette, vendite fuori dall’Italia. I vincoli cambiano con il prodotto e con il paese. Non facciamo consulenza fiscale o legale, ma il negozio lo costruiamo su quelle regole, invece di aggiustarlo dopo.

Dal listino al primo pacco spedito

Non si parte dal catalogo intero. Si sceglie cosa regge il viaggio, si prova con ordini veri e si allarga quando i pacchi partono senza intoppi.

  1. 01

    Scegliere cosa vendere

    Quasi mai tutto il listino. Reggono i prodotti che sopportano il viaggio, si spiegano da soli e lasciano margine dopo il corriere, e spesso sono dieci referenze, non cento.

  2. 02

    Pesi, formati e scorte, scritti una volta sola

    Formati, pesi, colli, scorte, prezzi e fotografie, con la regola scritta su chi aggiorna cosa. È la parte lenta, e saltarla si paga al primo ordine sbagliato.

  3. 03

    Aprire piccolo, con ordini veri

    Poche referenze in vendita a clienti veri, spedizioni vere, un reso vero. Si vede dove si inceppa la preparazione dei pacchi, quando correggere costa poco.

  4. 04

    Portare traffico quando gli ordini funzionano

    Prima chi già ti conosce, come chi è stato in azienda, chi ha lasciato la mail e i ristoratori. Poi la ricerca e le campagne, con schede prodotto che reggono il confronto.

Il tuo negozio o un marketplace

Le due strade non si escludono, ma cambiano chi possiede il cliente e quanto ti resta su ogni ordine. Quasi sempre conviene sceglierne una e farla funzionare.

AspettoNegozio sul tuo sitoVendita su marketplace
Costo per ordineUn investimento a monte, poi commissioni di incasso e spedizionePoco o niente per aprire, poi una percentuale su ogni ordine, sempre
Chi è il clienteNome, contatti e storico restano tuoi, anche fra due anniL’acquirente è del canale, e spesso non sai nemmeno chi ha comprato
Come si competeSul racconto della filiera, dell’annata, del motivo di quel prezzoSul prezzo, in una scheda uguale per tutti, accanto a prodotti simili
Il trafficoDevi portarlo tu, e ci vuole tempoC’è già, ma cerca una categoria, non il tuo nome

Se ospiti e produci, il cliente del negozio online l’hai già

Trentanove dei nostri clienti sono strutture ricettive, e diverse producono qualcosa, come l’olio della colazione, il vino della cena, la confettura fatta in casa. Ogni stagione lasciano ripartire ospiti disposti a ricomprare quel prodotto a casa. È il negozio più semplice che conosciamo, con un catalogo corto, un cliente che ti ha già conosciuto di persona e una domanda già sentita in reception.
Su questo comparto non abbiamo un portafoglio, e non lo costruiamo raccontandone uno che non c’è. Se cerchi chi ha aperto cinquanta negozi online, non siamo noi. Se ti serve chi conosce il tuo prodotto, i tuoi clienti e i sistemi che usi già, questa è la conversazione giusta.

Domande frequenti

Uno, il sito e lo shop del Salumificio Cantò, salumi artigianali a Rosciano, in Abruzzo. Con le altre aziende enogastronomiche abbiamo lavorato su sito e campagne, non sulla vendita online. È poco, ed è il motivo per cui lo diciamo qui.

Si decide dopo aver visto il catalogo, non prima. Contano quante varianti hai, se il magazzino sta già dentro un gestionale, quali paesi vuoi servire e chi aggiornerà i prezzi. Non abbiamo una piattaforma da vendere.

Dipende da quante referenze, da quanto sono complicate le spedizioni, dai sistemi da collegare e da chi produce foto e schede. Nel preventivo separiamo le due voci che quasi tutti dimenticano, cioè i costi che tornano ogni anno e le ore di chi, in azienda, prepara i pacchi e risponde ai clienti.

Ha senso se il prodotto è tuo, se qualcuno può preparare e spedire i pacchi e se il margine regge il corriere. Il cliente ce l’hai già, perché chi è stato da te ha assaggiato, e a dicembre cerca un regalo. Si parte da tre prodotti e dalla lista degli ospiti.

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