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Ecommerce per cantine, frantoi e produttori del territorio
Vendere un prodotto online è un mestiere diverso dal vendere una notte, perché c’è un magazzino che finisce, una scatola che parte e qualcuno che aspetta il corriere. Seguiamo sei aziende enogastronomiche e per una abbiamo costruito il negozio online. Qui raccontiamo come lavoriamo, non un portafoglio che non abbiamo.
Da dove arriviamo, e perché l’ecommerce viene da lì
Cosa cambia quando quello che vendi si spedisce
Chi arriva dall’ospitalità dà per scontate cose che qui non valgono. Sono queste cinque a decidere se il negozio funziona o diventa un lavoro in più.
Il prodotto ha un peso e un formato
Formato, confezione, annata, la cassetta regalo. Ogni variante ha un prezzo suo, un peso reale e un modo di stare in una scatola. Da lì dipende quanto costa mandarla.
La disponibilità finisce davvero
Un’annata si esaurisce, una stagionatura non è pronta, quest’anno quel miele non c’è. Il sito legge le scorte vere e chiude la vendita prima che qualcuno paghi qualcosa che non parte.
La scatola deve arrivare intera
Vetro, olio, prodotti freschi, agosto. Imballo, corriere e temperatura decidono il costo di spedizione, che è la ragione più comune di un carrello abbandonato, e decidono anche cosa trova il cliente quando apre.
Dopo l’ordine comincia il lavoro
Conferma, tracking, il messaggio di chi non ha ricevuto niente, il reso. Vanno decisi prima dell’apertura e assegnati a una persona, perché se restano scoperti tornano indietro come recensioni.
Il tuo prodotto ha regole sue
Alcol, alimenti freschi, etichette, vendite fuori dall’Italia. I vincoli cambiano con il prodotto e con il paese. Non facciamo consulenza fiscale o legale, ma il negozio lo costruiamo su quelle regole, invece di aggiustarlo dopo.
Dal listino al primo pacco spedito
Non si parte dal catalogo intero. Si sceglie cosa regge il viaggio, si prova con ordini veri e si allarga quando i pacchi partono senza intoppi.
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Scegliere cosa vendere
Quasi mai tutto il listino. Reggono i prodotti che sopportano il viaggio, si spiegano da soli e lasciano margine dopo il corriere, e spesso sono dieci referenze, non cento.
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Pesi, formati e scorte, scritti una volta sola
Formati, pesi, colli, scorte, prezzi e fotografie, con la regola scritta su chi aggiorna cosa. È la parte lenta, e saltarla si paga al primo ordine sbagliato.
- 03
Aprire piccolo, con ordini veri
Poche referenze in vendita a clienti veri, spedizioni vere, un reso vero. Si vede dove si inceppa la preparazione dei pacchi, quando correggere costa poco.
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Portare traffico quando gli ordini funzionano
Prima chi già ti conosce, come chi è stato in azienda, chi ha lasciato la mail e i ristoratori. Poi la ricerca e le campagne, con schede prodotto che reggono il confronto.
Il tuo negozio o un marketplace
Le due strade non si escludono, ma cambiano chi possiede il cliente e quanto ti resta su ogni ordine. Quasi sempre conviene sceglierne una e farla funzionare.
| Aspetto | Negozio sul tuo sito | Vendita su marketplace |
|---|---|---|
| Costo per ordine | Un investimento a monte, poi commissioni di incasso e spedizione | Poco o niente per aprire, poi una percentuale su ogni ordine, sempre |
| Chi è il cliente | Nome, contatti e storico restano tuoi, anche fra due anni | L’acquirente è del canale, e spesso non sai nemmeno chi ha comprato |
| Come si compete | Sul racconto della filiera, dell’annata, del motivo di quel prezzo | Sul prezzo, in una scheda uguale per tutti, accanto a prodotti simili |
| Il traffico | Devi portarlo tu, e ci vuole tempo | C’è già, ma cerca una categoria, non il tuo nome |
Se ospiti e produci, il cliente del negozio online l’hai già
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