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Ospitalità, dal marketing al software per chi riceve gli ospiti

Hotel, B&B, agriturismi, dimore storiche, alberghi diffusi, case vacanza e ristoranti. Su 70 clienti, 45 fanno questo mestiere. Qui trovi che cosa impone il calendario di una struttura, quali leve lo spostano e in che ordine.

Una notte non venduta non torna indietro

Una struttura ricettiva vende un prodotto che scade ogni sera, perché la camera libera stanotte non si recupera domani, e i costi di quella notte li hai sostenuti comunque. Da qui viene quasi tutto il resto, dalla tariffa che cambia in agosto alla telefonata al portale quando mancano tre settimane e il calendario è scoperto.
La domanda che conta non è quante persone hai ospitato, ma quanto ti resta di quello che hanno pagato. Da un portale lasci una commissione e non tieni il contatto dell’ospite; dal tuo sito paghi il costo di farti trovare, una spesa diversa perché resta tua. Nessun canale va abolito, ma bisogna sapere quanto pesa ciascuno.
Lavoriamo dal 1998 con chi riceve, e su 70 clienti 45 sono strutture ricettive e ristoranti, dall’hotel quattro stelle in città all’agriturismo di sei camere. Come si costruisce un sito o un gestionale lo spiegano le pagine di servizio. Qui si dice quali leve contano in questo mestiere, e quali vengono prima.

I cinque problemi che ci raccontano per primi

Cambiano il numero di camere e la regione, non l’elenco.

Poche settimane decidono l’anno

Gran parte dell’incasso arriva in poche settimane, il resto dell’anno si difende. Il lavoro che sposta qualcosa si fa prima della stagione. Chi chiama a luglio, con il calendario già scoperto, chiede un rimedio, non una strategia.

La commissione che non compare in fattura

La commissione non arriva mai come una spesa da approvare, perché è già scalata quando il bonifico entra, quindi non passa davanti a chi decide il budget. Il numero da mettere per iscritto una volta l’anno è quanti euro sono usciti così, accanto a quanto costerebbe portare la stessa quota di notti sul tuo sito. Finché quel confronto non esiste, decide l’abitudine.

La squadra si rifà ogni stagione

Chi ha imparato il gestionale a giugno, a novembre non c’è più, e con lui se ne vanno le scorciatoie che nessuno aveva scritto. Sistemi e contenuti vanno scelti perché reggano il ricambio, con poche procedure su carta e un pannello che si usa senza corso.

La recensione è la ricevuta di quello che avevi promesso

Le recensioni che fanno più danno raramente parlano di disservizi. Parlano di aspettative costruite male. Una camera fotografata con il grandangolo, un servizio annunciato sul sito e sospeso da due stagioni. Si correggono a monte, non rispondendo meglio dopo.

Il sito riceve visite, non prenotazioni

Il caso più frequente non è un sito senza traffico. È un sito che porta le persone fino alla prenotazione e le perde lì, per una foto vecchia o un modulo con un campo di troppo. Prima di comprare traffico nuovo, guarda dove si ferma quello che hai già.

In che ordine si mettono in fila le leve

Non sono cinque cantieri da aprire insieme, e l’ordine conta più della scelta. Qui c’è solo l’ordine, con il motivo per cui ogni passaggio viene prima del successivo.

  1. 01

    Prima quello che l’ospite vede

    Il confronto non è con l’albergo accanto, è con la tua scheda sul portale, perché chi arriva sul tuo sito ci arriva quasi sempre dopo averla vista. Se lì le foto sono più recenti e le informazioni più chiare, l’ospite torna indietro e prenota da lì. Mettile una accanto all’altra e guardale, prima di decidere qualsiasi altra cosa.

  2. 02

    Poi la possibilità di concludere

    La prenotazione deve potersi chiudere sul tuo dominio, non su un link che porta altrove. È il punto in cui si decide se il lavoro dei passaggi precedenti resta tuo o torna in commissione. Come si collegano booking engine, gestionale e disponibilità lo trattano le pagine sui software.

  3. 03

    Farsi trovare da chi ti sta già cercando

    Prima il tuo nome, poi la zona, per ultime le ricerche generiche. È un ordine di costo, perché chi ti cerca per nome è a una decisione dalla prenotazione, mentre chi cerca una categoria intera va conteso e costa molto di più. Che lavoro serva su ciascun livello lo dice la pagina sulla SEO.

  4. 04

    Comprare visibilità, con la misurazione già accesa

    Una campagna per una struttura si giudica sulle notti prenotate, non sui clic. Se il passaggio precedente non è in piedi, il numero che leggi non dice niente. E si accende con l’anticipo con cui la gente prenota davvero da te, che per l’estate vuol dire mesi prima, non a giugno.

  5. 05

    Tenere il contatto di chi è già stato da te

    Gli indirizzi non li raccoglie il marketing, li raccoglie chi sta al banco, e per questo la lista è quasi sempre parziale e il consenso non risulta da nessuna parte. Consegna la regola alla reception insieme alle altre procedure di stagione, prima di pensare a che cosa mandare.

Mesi pieni e mesi vuoti sono due lavori diversi

La stessa struttura, sei mesi dopo, ha bisogno di cose opposte. Confonderli è il modo più comune per spendere nel momento sbagliato.

AspettoNei mesi pieniNei mesi vuoti
ObiettivoVendere meglio quello che venderesti comunque, lavorando su tariffa, durata e servizi aggiunti.Trovare una domanda che oggi non passa da te, come i mercati vicini, l’infrasettimanale e il fuori stagione.
Leva che contaIl canale diretto e quello che l’ospite compra una volta arrivato.Farsi trovare e farsi ricordare, con la ricerca, le campagne e gli ex ospiti.
Dove si lavoraSul processo, perché si vede subito se il sistema regge il pieno.Su contenuti e canali, con il tempo che in stagione non esiste.
Cosa si misuraQuota di prenotazioni dirette e valore medio del soggiorno.Richieste, costo per contatto, date che si sono coperte.
Errore tipicoRimandare tutto a settembre e arrivarci senza i dati.Abbassare la tariffa per tutti invece di parlare a qualcuno.

Domande frequenti

Vale soprattutto per le strutture piccole, perché lì ogni prenotazione intermediata pesa di più e non c’è un ufficio marketing ad assorbire il colpo. In portafoglio abbiamo un agriturismo da sei camere, dimore storiche, un albergo diffuso, residence e appartamenti accanto agli hotel quattro stelle. Cambiano scala e tempi, non l’impianto.

Sì, sono sei sui settanta clienti, e il mestiere ha un altro passo, perché la decisione si prende poche ore prima, il raggio è locale, il primo contatto è la mappa e non il sito. Contano foto dei piatti, orari e menu corretti, recensioni seguite. I risultati si leggono in settimane, non in stagioni.

Non abolendoli, ma spostando una quota alla volta. Servono tre cose insieme, cioè essere trovabili con il proprio nome, poter concludere sul proprio sito senza attriti e poter richiamare chi è già stato ospite. Se ne manca una, le altre due non bastano. E si misura in stagioni, non in settimane.

Qui si parla di chi riceve l’ospite e ha un calendario da riempire di camere, coperti e posti. Turismo parla di chi promuove un territorio senza vendere un soggiorno proprio, come i portali di destinazione, i consorzi, gli enti e gli organizzatori di eventi. Una struttura conta prenotazioni, un territorio conta il valore che lascia agli operatori.

Presto, e la data si calcola all’indietro. Se le prenotazioni per l’estate cominciano a gennaio, sito e foto devono essere pronti a dicembre, quindi si parte in autunno. A stagione aperta si lavora sui margini. Si sistema quello che perde ospiti adesso, il resto si rimanda.

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